Le cinque terre della Val Gandino: antichi tesori tornati alla luce

 

Quando si parla di “Cinque Terre” si pensa immancabilmente ai panorami mozzafiato di uno degli angoli più belli della Liguria. Forse non tutti sanno che esistono le “Cinque Terre” anche in Lombardia, più precisamente in provincia di Bergamo.

Le Cinque Terre della Val Gandino si trovano precisamente in Val Seriana, a circa un’ora da Milano. Si tratta di 5 paesi dalle ricchissime bellezze naturalistiche, culturali e gastronomiche: Gandino, Cazzano Sant’Andrea, Leffe, Casnigo e Peia.

 

Il Monte Farno. La montagna da vivere

Spesso ci si chiede dove andare per una gita in famiglia, dove fare una bella passeggiata o dove spostarsi comodamente in auto per raggiungere una meta naturalistica. Il Monte Farno è decisamente la località che fa per voi. E’ la meta ideale durante tutto l’anno per gli amanti del trekking con sentieri di diverse difficoltà che propongono sempre viste spettacolari a 360°. E’ la meta ideale anche per una semplice passeggiata in famiglia in quanto si propone un percorso attrezzato e molto semplice. In inverno si trasforma e diviene il regno dello sci di fondo e delle salite in notturna con le ciaspole, di panorami mozzafiato e tramonti spettacolari.

Viene considerata la meta ideale per chi vuole vivere la natura o semplicemente passare una giornata di relax con famiglia o amici.

 

La Trinità di Casnigo. La chiesa dei gioielli nascosti

Questa chiesa, dobbiamo dirlo, è stata un’autentica scoperta, una perla ancora troppo poco conosciuta delle Cinque Terre della Val Gandino. L’edificio ubicato nella parte superiore e leggermente fuori dall’abitato di Casnigo è una tra le poche chiese che possono regalare un panorama a tuttotondo. Infatti, la vista spazia su tutta la media Val Seriana, le Orobie fino alla pianura nei dintorni di Treviglio.

All’interno si trovano dei delicatissimi affreschi  quattro-cinquecenteschi che ci accolgono nella prima sala e ci preparano allo splendore del Giudizio Universale realizzato nel Cinquecento posto sopra l’altare. La dimensione, la ricchezza e la conservazione di questo ciclo pittorico vale alla chiesa il meritato appellativo di Cappella Sistina della bergamasca.

 

Il Mais Spinato. La riscoperta di un prodotto antico

Una delle peculiarità più curiose riguarda l’eccellenza gastronomica locale e la sua interessante storia.

Siamo nel 1632 e per la prima volta nella storia qualcuno decide di piantare un campo di mais in Lombardia. E lo fa proprio qui, sui pendii della Val Gandino. La varietà scelta si chiama mais spinato perché il chicco termina con una sorta di “spina”. Ha una fibra più resistente e non necessita di essere irrigato per questo motivo ottimo per la coltivazione in una terra rocciosa dove piove spesso.

La sua bassa resa ne fa perdere le tracce, fino al 2008 durante la crisi economica quando l’industria tessile, perno dell’economia locale, perde terreno e un gruppo di “sognatori” si interroga su come rilanciare lo sviluppo della valle. La scommessa è ripartire da un prodotto ormai dimenticato: il mais spinato. I chicchi ritrovati in una cascina vengono fatti germinare per poi essere seminati: è l‘inizio del successo. Expo Milano fa da trampolino a questo prodotto nuovo e antico al tempo stesso, arrivano i complimenti degli chef in tutta Italia e la produzione decolla. Il progetto si estende a tutto il paese, innescando un programma d’eccellenza a km “0” che riguarda anche la trasformazione, fino al prodotto finito: gallette, biscotti, birra, polenta, pizza e molto altro.

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